image/svg+xml

I libri


PREFERIREI ricevere un saluto, prima di una proposta, scrivere che parlare, non dover scegliere tra il rosso e il nero, l'arcobaleno e la rugiada, la cortesia e soprattutto le piccole cose. Preferirei la bellezza sommersa in tutte le sue forme, l'Art Nouveau, le liriche d'amore, la Luna e la melodia.

PREFERIREI che leggeste di me nei miei libri. Triade è la mia prima silloge. Corteccia, l'ultima. Esordisco in narrativa con "Il bossolo d'ottone".

Cosa dicono dei miei libri


Ho raccolto, in questa pagina, alcune delle tante belle opinioni dei miei lettori.

Loretta Sebastianelli, giovane poetessa romana, esordisce con la raccolta Triade offrendo al lettore momenti di grande intensità. Padroneggiando con sicurezza "strumenti del mestiere" come allitterazioni e ossimori, l'autrice dimostra anche una notevole versatilità negli accorgimenti metrico-musicali propri del linguaggio poetico.
Nocciolo della sua riflessione sono il dolore dell'esistenza e soprattutto un senso di furiosa ribellione ai compromessi del quotidiano, al conformismo, all'ipocrisia che chiama a prese di posizione nette. Un senso di malinconia pervade l'intera raccolta, che nelle liriche di argomento amoroso vira nei toni della netta disillusione. Il quotidiano viene affrontato come continua battaglia, con una carica vitale che si rinnova ogni mattino a sconfiggere un senso di vuoto incipiente.

Recensione sulla rivista Poeti e Poesia

Meraviglioso, intrigante, un giallo al contrario... Non amo questo genere di romanzi, ma questo libro l'ho letto tutto d'un fiato, in un pomeriggio, saltando perfino la cena!

Linda Cadore - recensione Il bossolo d'ottone

All'inizio ho trovato difficoltà nel leggerlo, ma poi ho DECISO di uscire dai miei soliti schemi ed entrare in quelli del romanzo, ed è stato un colpo di fulmine, letto in una sera, riletto più volte... decidere di farlo è stata la scelta giusta!

Gloria D'Amore - recensione Il bossolo d'ottone

Ho provato a fare gli esercizi del libro "Lo scrittore mago" e mi sono commosso di me stesso. Il numero 2 a pagina 141 mi ha generato una storia interiore. È proprio vero che con la giusta chiave apri ogni cosa.

Devis Zampedri - recensione Lo scrittore mago

"Figlia di tutto questo importante passato la poesia di Loretta Sebastianelli si cimenta in un circo a tre piste, su cui fa correre i cavalli, elefanti e tigri..." di Patrizia Cimini.
Loretta Sebastianelli il 21/10/2006 presenterà, a Roma in via Efeso 24/26 h 17.00,"TRIADE" una raccolta di poesie pubblicate da Azimut.
Questa scrittrice che dall'infanzia, con il suo diario, coltiva la passione dello scrivere fino ad esprimere "l'arte del comunicare" ha partecipato a diversi concorsi letterari dove è stata sempre apprezzata.
Protagonista alla V edizione del Premio Internazionale " Una Rosa per Santa Rosa" riceve un Diploma d'Onore per la composizione di Limerik e Calligramma a tema.
Al concorso di Elsa Morante si è classificata al primo posto mentre nel 2005 viene pubblicata una miniantologia poetica a cura della Casa Editrice Progetto Cultura.
La forma d'espressione preferita da Loretta Sebastianelli è la poesia e TRIADE , la sua prima silloge, e' un condensato piacevole del suo animo poetico.
Pabrizia Cimini dice ancora di lei : " Sebastianelli grida la sua indipendenza con molta fierezza, esprime il suo punto di vista, volteggia sul trapezio del senso, costringe le tigri del passato a confrontarsi con la sua doma giudicante come in "Juana" , dedicata alla grande santa della Francia, o accende un cerchio a cui dà fuoco e poi ci salta dentro, indenne, come in " le parole del poeta.

Recensione su Tele Free

Triade è una trilogia poetica giovane e profumata.
Loretta Sebastianelli racconta con versi vicini alle persone, non ermetici, la sua visione della vita. Una visione vicina alla sensibilità di tutti noi.
Con il suo versificare ci mostra una finestra su un mondo a volte ostile verso la poesia, classificata troppo spesso noiosa. Questo libro è una stimolo a vedere la bellezza delle cose, a scoprire visioni metaforiche dell'amore e della passione che, poesia o no, fanno sognare e soffrire tutto il mondo da sempre.
Postfazione di Patrizia Cimini.
Un libro che si legge tutto d'un fiato.
"…Figlia di tutto questo importante passato la poesia di Loretta Sebastanelli si cimenta in un circo a tre piste, su cui far correre cavalli, elefanti e tigri.
Non usa solo il verso libero, prova i giochi di assonanze, paronomasie e ossimori, e rubando il mestiere ai musicisti del passato che introducevano improvvisamente colpi di piatti dove l'armonia non li chiedeva per svegliare il pubblico, chiude o apre il suo versificare con improvvisi cambiamenti di rotta che ri-prendono l'attenzione del lettore…"
Loretta Sebastianelli
Nasce in provincia di Roma il 3 giugno del 1974. La passione per la scrittura che l'accompagna sin dal diario segreto dall'infanzia, nel tempo si è rafforzata: in special modo, la poesia è la sua forma d'espressione preferita.
Significativo il concorso Elsa Morante, dove si è classificata al primo posto.E'amante della bellezza sommersa in tutte le sue forme, dell'Art Nouveau, delle liriche d'amore, della Luna e della musica, con particolare devozione al pianoforte.
Scrive di notte, saluta il nuovo giorno prima di andare a dormire e non esce mai di
casa senza un oggetto viola indosso.
Triade è la sua prima silloge

Articolo pubblicato sul periodico Eur Torrino

“…la verità è che io sono viva…”.

Potrebbe essere questa la sintesi del bel libro di Loretta Sebastianelli “Triade” ed. Azimut.

Triade perché tre sono le parti che compongono questo lavoro: “Le cose preziose”, ossia i gusti e gli odori della vita, “La via di Dorotea” e “Soffiami d’oro” dedicata alla sfera dei sentimenti amorosi.

Un lavoro che sembra scritto apposta per accompagnarti attraverso la notte con una leggera profondità che aderisce alla pelle del lettore pagina dopo pagina.

Un libro carico di presenze inespresse, percezioni inafferrabili. Un libro carico di assenze e di sentimenti sfiorati. Voglie e timori.
Gli occhi di Loretta Sebastianelli diventano inevitabilmente i nostri occhi ( è questa la funzione dei poeti?) e si vestono di una delicata sensibilità nuova .
Si parla anche di amore, ma con la quieta curiosità di chi, nell'altro, cerca la conoscenza di sè, senza follia ma con una sorta di dolce malinconia.

Un discorso a parte merita la poesia “Il signore del male”. Il passato e il presente diventano fiumi che si uniscono in un dolore lontano e lancinante. Un ferita chiusa dal tempo ma che continua a far male.

Ma anche in questo aprire al lettore le porte più intime di Loretta Sebastianelli piace quel suo modo di raccontare delicato, attento alle parole, ad affiancarle ed a disporle nel testo quasi fossero di vetro e rischiassero di infrangersi urtando fra loro. Perché le parole, ed è forse questo il vero messaggio di questo libro, sono armi potentissime contro tutti i “Signori del male” che inevitabilmente, con maschere e visi diversi, incrociano le strade di chiunque.
In conclusione è un lavoro che non può non piacere. Un libro che regala punti di vista inusuali.

Sono poesie che sembrano spesso girarsi dall’altra parte, ma non per voltare le spalle ma semplicemente per indicare altri sentieri.

Claudio Spagnuolo- recensione Triade

La pioggia è il “filo” che unisce queste tre composizioni di Loretta Sebastianelli, giovane poeta romana che con il libro di poesie: “Triade”, Azimut edizioni ha esordito nel mondo letterario.
Pioggia incessante, decisa come una danza, pioggia amara e colorata. Ossimori forti, desiderio di trasmettere il dolce e l’oscuro, la confusione e lo sbigottimento che danno la malinconia come la serenità.
Poesia in movimento e in crescita, verso che si libra per poi ritornare più stretto, si cerca la via dei fiori, impetuosamente.
La pioggia scende, lava e purifica. Fa rinascere con mille colori diversi.
Altrimenti le nuvole ci respirano addosso e fanno male, quasi schiacciano.

Gabriella Gianfelici

La malinconia sembra aleggiare sui versi di Loretta Sebastianelli come un velo di nebbia e non solo per il facile accostamento con Londra, luogo fisico, luogo della distanza, che tuttavia emerge più come ambientazione interiore, quasi fusa con lo stato d’animo del poeta, ma perché una presenza vi getta la polvere della sua assenza. Parole semplici che scandiscono il tempo della nostalgia, cercano di colmare il vuoto, la mancanza. E la pioggia “ unico suono che voglio sentire” è il ritmo delle cose, è il tamburellare stesso del cuore, delle sue gocce d’amore che cadendo danno voce al silenzio.
Lucianna Argentino

Questo libro di Loretta Sebastianelli s’impone al lettore per la sua determinazione poetica. Cosa intendo con questa definizione? Entrando nel merito del testo, fin dai titoli delle poesie e delle sezioni, sono tre le caratteristiche che colpiscono il lettore.
Il primo è il tema dominante del libro e cioè l’eros, il discorso amoroso che per l’autrice s’identifica completamente con quello che Denis De Rougemont, nel suo libro L’Amore e l’occidente - nel quale considera le diverse concezioni dell’amore nella cultura occidentale - chiama amour fou. L’amor folle, la follia amorosa ed erotica avvolge per intero questo libro, lasciandoci nel mezzo di tutte le ambivalenze di questa prospettiva: è folle perché ogni amore è sempre folle? Perché l’amore può solo essere folle, altrimenti non è amore? Si potrebbe continuare all’infinito perché i testi che si susseguono nel libro mantengono il filo del discorso poetico sempre in tensione, senza sciogliere il mistero di questa ambivalenza.

Veniamo a un secondo aspetto: il costante riferimento al mondo classico e addirittura arcaico, al cui centro c’è un pantheon solo femminile, fatto di dee, figure del mito che sconfinano oltre l'universo greco, fino all’India. Durga, la dea dell’inaccessibilità, per esempio, figura centrale di un testo dove il tema è quello della irriducibile distanza che separa dall’altro o dall’altra e che ripropone, ancora una volta, il paradosso amoroso.

Infine la luna, realtà e simbolo femminile per eccellenza, presente anche quando formalmente assente dalla lettera del testo. Chimera è un libro notturno e lunare,
di chiaroscuri e improvvise illuminazioni, di versi che s’impennano al centro di una trama compatta, anche ritmicamente: gli intermezzi in prosa, fortemente evocativi anch’essi e ritmici, funzionano da raccordo fra momenti diversi.
Tornando allora a quella che ho definito all’inizio determinazione poetica, credo che ora ne siano più chiari i contorni. Tenere insieme tema, lessico, ritmo, atmosfere, colore, riferimenti alla tradizione che si è scelta, significa scrivere una poesia riconoscibile perché dettata da un’urgenza che non ammette deroghe o scarti dal percorso scelto.
Il difetto di molta poesia giovane e meno giovane contemporanea, non è infatti una mediocrità che si riconosce dopo una pagina: il confronto, forse persino la partecipazione a gruppi o a qualche scuola di scrittura hanno generalmente alzato il livello medio di ciò che si scrive. Il problema è che, spesso, si ha la sensazione di avere letto o udito versi che poi si fa fatica a ricondurre a questo o a quel poeta. La poesia di Loretta Sebastianelli è invece riconoscibile, un po’ come quando a proposito della pittura un tempo si usava l’espressione ‘quella è la tavolozza del pittore’, sono i suoi colori, il suo modo di declinarlo con quelle sfumature e non con altre.

Franco Romanò - Recensione Chimera

Nel libro di Loretta “Scrittura Evolutiva” si entra in un mondo di buoni propositi: come creare un io migliore, quale personaggio forgiare con la forza delle idee del talento e della disciplina. Si è avvolti da un mondo di eroi ed eroine che dovranno abbattere muri, sconfiggere mostri per raggiungere il proprio alter ego, LO SCRITTORE. Perché è quello l’intento del lettore, acquisire tecniche e segreti per animare le pagine bianche di un quaderno, di uno schermo del pc. Si fanno diligentemente gli esercizi proposti, si disegna se stessi e i se stessi del domani , si tratteggia il personaggio, Si conclude il libro col desiderio che l’autrice ci mostri gli eroi e le eroine del suo percorso, per poterli ammirare, e forse, emulare.

Raffaella Gambardella - recensione Scrittura Evolutiva